I nostri progetti sviluppano i temi della luce, della percezione dei volumi e delle illimitate possibilità della trasparenza adottando il principio della libertà di spirito negli spazi architettonici.
Affrontiamo la realtà in maniera propositiva; la filosofia è quella di diventare tutt’uno con i luoghi in cui agiamo e di comprendere che le preesistenze anche piccole possono diventare realtà significanti.
Sperimentiamo le molteplici variabili dell’ “esperienza del movimento”, un percorso fisico e visivo che coinvolge lo spettatore combinando elementi lineari con trasparenze e tecnologia.
La “luminosità solida”, naturale o artificiale che sia, consente la percezione e la lettura dello spazio architettonico. Pensiamo lo spazio come ad una zona mentale che supera quella fisica, nella quale i muri si possono abbattere e attraversare con la luce o con il pensiero.
La ricerca finale è la “visibilità della trasparenza”; il punto di contatto tra esterno ed interno può diventare visibile, solido e tridimensionale. Grazie ai giochi di luce e di ombra, di movimento e di riflessi, il limite tra interno ed esterno diventa sorprendente e fluido, luogo in cui convivono natura ed artificio.
carlo ferrari
alberto pontiroli
giovanni montresor
andrea chelidonio
mattia gaspari
boris aaron rodegher
francesca rapisarda
Archingegno, studio di progettazione, nasce nel 1998, dall’incontro tra Carlo Ferrari e Alberto Pontiroli, ai quali si affiancano diversi collaboratori: un team interdisciplinare capace di affrontare e risolvere le molteplici problematiche insite in un progetto di architettura, dalla piccola alla grande scala.
L’esperienza maturata e consolidata in un decennio di attività, affiancata ad una ricerca progettuale aperta alle numerose influenze e contaminazioni del mondo contemporaneo, caratterizza un “fare architettonico” capace di legare libertà di pensiero e razionalità.
Il confronto con la memoria e il contesto architettonico, la cura del dettaglio, la volontà di coniugare rigore formale e coerenza di linguaggio con una calibrata sperimentazione costituiscono i principi guida di una metodologia unitaria.
Il controllo e la qualità della luce, naturale ed artificiale, rappresentano per archingegno un tema specifico; la luce viene trattata come “materia”, con la quale plasmare e caratterizzare lo spazio. Il suo colore e intensità consentono di influenzare la percezione e la lettura degli spazi.
Nell’uso consapevole della trasparenza e delle sue illimitate possibilità, nello studio dei materiali, nel gioco di luce e ombra, di pieni e vuoti, nell’alternanza di visuali, nel mediare e trovare un equilibrio tra artificio e natura è racchiusa la matrice di un’ architettura pensata e realizzata “a misura d’uomo”.
L’attenzione costante rivolta alle persone e alle loro esigenze, l’impegno a ricercare risultati tecnologicamente avanzati testimoniano un approccio progettuale sensibile alle questioni legate alla vivibilità degli spazi.
