lineaprogetti

Al primo incontro con l’area dell’ex Mattatoio del Comune di Mola di Bari si resta colpiti dalla qualità del luogo. Il ritrovato contatto con il mare, l’espansione orizzontale della costa, il terreno arido e pietroso, il cielo immenso e il sole ardente, concorrono a creare un ambiente di singolare valore. Anche il vecchio insediamento della fabbrica trasmette allo spettatore un’impressione di radicamento elementare; pur senza le caratteristiche di un complesso monumentale, esso è la manifestazione del rapporto archetipo semplice che intercorre tra la natura e l’uomo. La possibilità di vivere e lavorare in questo paesaggio diviene fattibile innanzitutto con la chiusura di un’area; un recinto fatto di muri in blocchi di tufo. I volumi sono anch’essi in tufo e la loro forma di prismi regolari, completamente chiusi, delineano una risposta ben precisa alla morfologia del luogo. E’ proprio a partire da queste considerazioni che il progetto mantiene e rafforza il recinto lasciando inalterata l’identità locale ed individua nella transizione dei due domini, dentro e fuori, il problema “architettonico”. Nella Casa del Cinema Digitale, l’ingresso diventa l’eccezione, l’unico nuovo innesto volumetrico; volume vetrato sviluppato in altezza, si definisce come versione contemporanea dello spazio porticato che tradizionalmente rappresenta il filtro tra l’esterno urbano e l’interno teatrale. Di notte le pareti diventano delle installazioni luminose: un doppio segnale sulla linea costiera che qualcosa di nuovo è avvenuto – elemento segnale e dispositivo di comunicazione

A scala più ampia, il progetto cerca di innescare situazioni in grado di rendere la Casa del Cinema Digitale “un organismo per il territorio” il più aperto ed accogliente possibile. Dal punto di vista urbanistico si ridefinisce l’area esterna ad ovest sottraendola ai veicoli per riconsegnarla al litorale e quindi renderla godibile dai visitatori ed operatori. Il progetto ha quindi coinvolto l’ampia esterna per la quale si è scelto di operare a partire dall’asse pedonale definito dal progetto degli MBM Architects che è stato proseguito e garantisce il collegamento tra il centro di Mola di Bari e il nuovo centro di produzione di cinema digitale. Lungo tale asse si è realizzata una piattaforma pensata per accogliere proiezioni all’aperto - utilizzabile nella stagione estiva – posta vicino a piccole costruzioni in pietra, che ripristinate sono servite per collocare delle funzioni di supporto.  Per la progettazione degli interni del “Centro di produzione per cinema digitale” l’intenzione guida è stata la volontà di lavorare sui volumi esistenti: i pieni vengono in parte svuotati e il vuoto presente tra essi viene coperto da una nuova copertura leggera.

Questa operazione è stata condotta seguendo l’intuizione sin da subito emersa dall’ascolto del luogo. La lettura dei margini costruiti, dei muri in pietra che perimetrano locali dal tetto spesso sfondato ha suggerito l’idea progettuale: invertire i rapporti tra costruito e spazio aperto andando a recuperare l’idea di stanze senza soffitto, che, nascoste dall’esterno, a seconda delle esigenze sono diventate il luogo di installazioni, giardini recintati dilatazione delle sale interne, o spazi per proiezioni all’aperto.

Si è quindi scelto di coprire gli attuali spazi scoperti al fine di realizzare un’unica  grande struttura e favorire così l’interazione tra le diverse funzioni, tutte  sviluppate attorno al volume centrale, ove è stato collocato il teatro di posa.  Altro punto fondamentale del progetto è stato il confronto con il mare, un orizzonte in parte negato dalla chiusura del muro di cinta esistente, su cui si è lavorato operando una smaterializzazione che ha garantito di recuperare il rapporto con il paesaggio esterno e dall’interno ha permesso di creare precisi scorci prospettici panoramici.

L’idea che ha guidato il progetto per la Casa del Cinema Digitale, oltre alla scoperta della capacità evocativa del luogo, è lo studio dei diversi modi di guardare e sentire, siano essi proiezioni digitali che sguardi verso la natura. Il tutto si realizza in un’atmosfera di calma e di armonia risultato di un uso equilibrato dei materiali tra tradizione locale e nuove tecnologie.

committente: Mola di Bari

Mola di Bari: Concorso per la costruzione di un centro di produzione per il cinema digitale

anno: 2009

Qualità Italia - Sensi contemporanei

webTAV3